Titre de l’histoire

Come una seconda pelle

Pays

Italia

Depuis combien de temps connaissez-vous la marque?

1 anno

Quel est votre modèle préféré?

Kentia

Qu’est-ce que vous aimez le plus chez El Naturalista?

L’attenzione nei dettagli e la comodità

Racontez-nous votre histoire avec la marque

In un continente remoto, all’ombra di una grande montagna i cittadini di Littlebourg vivevano seguendo i ritmi della natura, le giornate passavano lente e gioiose. Nella casetta azzurra di Rue de Desirè viveva una coppia di piedi sfortunati, la loro pelle era così sottile che anche il piu delicato dei fiorellinicausava loro terribili sofferenze, tra bolle, irritazioni e il temibile prurito. I poveri Tie e Toe per questo motivo non lasciavano mai la loro casetta, ricca di comfort e le ultime novitá in fatto di tecnologia. Nonostante tutto il loro più grande sogno era poter uscire e gioire delle meraviglie della Natura, passeggiare tra le foglie secche dei castagni d’autunno oppure stendersi sull’erba fresca in un brillante mattino estivo. Purtroppo le loro fantasie restavano come sempre chiuse tra le pareti dorate del loro rifugio. Fino a quella strana sera. Poco dopo il tramonto Toe avvertí rumori intorno alla casa, strani passi che non riconobbe, poi improvvisamente più nulla. Ad un tratto suonò il campanello, alla porta uno sconosciuto viandante gli chiese ospitalità per una notte. i due lo fecero accomodare in fretta, il poveretto era bagnato fino alle punte delle dita e portava con se due voluminose valigie di ottima manifattura, una pelle magistralmente lavorata, notò subiti Tie. Offrirono allo sconosciuto un psto caldo e vestiti asciutti, senza che questo proferisse parola. Una volta ridestatosi al tepore del camino, lo sconosciuto si presentò, il suo nome era Dàchtylo ed era un artista. Amava lavorare il cuoio e conciare le pelli, ed era sempre alla ricerca delle migliori materie per realizzar le sue opere. Era molto orgoglioso delle sue creazioni, e in particolar modo l’ultima sua opera, quella nella quale aveva messo tutto se stesso lo aveva reso celebre e un grande maestro. Egli però sentiva un vuoto dentro, la sua più grande opera gli sembrava incompiuta, per questo era partito, non sapeva bene cosa cercare e ormai stanco e sfiduciato aveva deciso di abbandonare la sua ricerca. Toe rimase ad ascoltare senza interrompere il racconto del maestro, Tie invece non riuscí a trattenere la sua curiosità e chiese al maestro se poteva descriverle la forma della sua grande opera. Piacevolmente sorpreso dalla domanda il maestro glinrispose che poteva fare di meglio, quindi aprí una delle grandi val igie e gliela mostrò. In quel particolare istante gli sguardi del maestro e di Tie e Toe come in un afrenetica danza, passarono veloci dall‘ opera a loro stessi e viceversa per un tempo che sembrò non terminare mai. Il viso del maestro prima stanco e cupo si aprí in un sorriso. La sua opera migliore, alla quale aveva dato il nome di Papoútsi sembrava perfetta per il corpo magro e ben proporzionato di Tie. Il maestro le chiese il grande favore di indossarla per lui e come aveva supposto le calzava perfettamente. Il cuore del maestro si riempí di gioia, il vuoto che sentiva da tempo era sfanito. L’indomani mattina al loro risveglio Tie e Toe scoprirono con tristezza che il maestro Dàchtylo aveva già lasciato la casa per nuovi viaggi e nuovi incontri, ma per ringraziarli aveva lasciato loro le due valigie, Toe con mano tremante le aprí, ciò che il maestro aveva di più caro, nelle loro strabilianti e variopinte forme si mostrarono ai loro occhi. Non riuscirono a trattenersi dal provarle tutte.d‘ un tratto la finestra si spalancò per il forte vento e fiori e foglie invasero la casa, Indue piedi cercarono di proteggersi. Preoccupati si guardarono, i fiori si erano poggiati su di loro senza procurargli alcun fastidio. La pelle solida delle Paputsie li aveva protetti. Da quel dì i due non si divisero più dal regalo del maestro e poterono così finalmente vivere ogni giorno i loro sogni.